Il contributo più notevole di Renato Vitaliani è rappresentato dal suo Tuned Mass Damper, un dispositivo ingegneristico sviluppato in collaborazione con la Fip Mec.

Così la sfera che salvato il palazzo a Taiwan ha origini italiane: chi è Renato Vitaliani

Così la sfera che salvato il palazzo a Taiwan ha origini italiane: chi è Renato Vitaliani.

5 Aprile 2024 - 18:17

Una maxi sfera di origine italiana ha svolto un ruolo fondamentale nel preservare l’integrità del celebre grattacielo Taipei 101 durante un terremoto devastante a Taiwan. Il pendolo gigante, creato dall’azienda veneta Fip Mec di Selvazzano nel 2004, si trova tra l’87º e il 92º piano del palazzo di 508 metri di altezza. Questo dispositivo è stato progettato per contrastare e ridurre le oscillazioni indotte dal movimento sismico, garantendo alla struttura una maggiore resistenza agli eventi tellurici.

Quando si progetta un edificio resistente a forti scosse sismiche, la fondazione dell’edificio è il primo punto di attenzione. Nei fondamenti di questi edifici vengono installati ammortizzatori elettronici, che possono essere controllati a distanza. Nei edifici più semplici, si utilizzano ammortizzatori a molla simili alla sospensione dei veicoli.

Inoltre, si utilizzano materiali speciali capaci di assorbire gli impatti nelle giunzioni di lastre, travi, pilastri di cemento e strutture in acciaio. Questi materiali aiutano a distribuire l’energia quando la struttura si muove in direzioni opposte, evitando il collasso della struttura.

Un elemento fondamentale degli edifici resistenti a forti scosse è un enorme pendolo installato nella parte più alta dell’edificio. Il pendolo funziona come un sistema di contrappeso inerziale: una grande sfera sospesa abbastanza pesante da muovere l’edificio nella direzione opposta alle vibrazioni causate dal terremoto attenua il movimento e rende la struttura relativamente stabile.

Così La Sfera Che Salvato Il Palazzo A Taiwan A Origini Italiane: Chi è Renato Vitaliani

Il collaudatore dell’invenzione ha spiegato che la maxi sfera funziona come un pendolo inverso, reagendo attivamente alle forze del terremoto per ridurne gli effetti sul grattacielo. Durante il sisma, il pendolo si muove in modo contrario alle oscillazioni del palazzo, diminuendone l’ampiezza e proteggendo così la stabilità strutturale. Alla fine della scossa, il dispositivo si ferma, consentendo al grattacielo di ritornare alla sua posizione verticale originaria.

Il più grande sistema di contrappeso inerziale del mondo si trova nella torre Taipei 101. Qui è stata installata una enorme sfera di 5,5 metri di diametro sospesa da 16 cavi. Questa struttura riduce del 40% i movimenti dell’edificio, resistendo a venti fino a 450 km/h e a terremoti fino a 7 gradi Richter.

Inoltre, i vetri delle finestre, parte più sensibile degli edifici, sono rivestiti con materiali flessibili, come la gomma, e non sono direttamente a contatto con la struttura. In caso di scosse nella struttura, i componenti in vetro si muovono in modo controllato e non si rompono.

Nonostante la tecnologia sviluppata per gli edifici in zone ad alto rischio sismico sia in grado di resistere a forti scosse, sono in corso studi presso alcune università del mondo, come l’Università di Nagoya (Giappone) e l’Università di Washington (USA), per migliorare ulteriormente le tecniche e ottenere strutture ancora più resistenti. Studi mostrano che presto potremo controllare il sistema di contenimento degli edifici tramite computer, prima che il terremoto inizi. Dispositivi saranno installati su tutta la struttura e, tramite internet, invieranno informazioni a un computer controller come inizio, intensità e variazioni del terremoto. In questo modo, il controller potrà, ad esempio, impostare diverse frequenze di oscillazione per il pendolo, data la magnitudine del terremoto.

Il Taipei 101, una delle strutture più iconiche di Taiwan e del mondo intero, ha beneficiato in modo significativo dall’installazione di questa innovativa tecnologia anti-sismica. L’edificio, che una volta deteneva il titolo di grattacielo più alto del mondo, è rimasto in piedi e operativo nonostante la potenza distruttiva del terremoto.

La Fip Mec di Selvazzano ha dimostrato una notevole competenza ingegneristica nel progettare e realizzare questa soluzione salvavita per il Taipei 101. La maxi sfera rappresenta un esempio tangibile di come le tecnologie italiane possano contribuire in modo significativo alla sicurezza e alla stabilità delle strutture architettoniche in tutto il mondo.

Il successo di questa collaborazione tra l’Italia e Taiwan sottolinea l’importanza della cooperazione internazionale nel campo dell’ingegneria civile e della protezione antisismica. Attraverso lo scambio di conoscenze e tecnologie, è possibile migliorare la resilienza delle infrastrutture urbane e ridurre il rischio di danni causati da eventi naturali estremi.

In un contesto globale sempre più soggetto a fenomeni sismici e altre calamità naturali, investire in soluzioni innovative come la maxi sfera italiana può fare la differenza nella protezione delle vite umane e delle proprietà. Il caso del Taipei 101 rappresenta un esempio emblematico di come la preparazione e la prevenzione possano mitigare gli impatti devastanti dei disastri naturali sulle comunità e sull’economia.

La figura e il ruolo di Renato Vitaliani

Renato Vitaliani è una figura di rilievo nel campo dell’ingegneria civile, con un percorso accademico e professionale di alto livello. Dopo aver ottenuto una laurea in Ingegneria civile sezione trasporti con lode presso l’Università di Padova nel luglio del 1971, ha intrapreso la carriera accademica come professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso la Facoltà di Ingegneria della stessa università. Parallelamente, ha collaborato a progetti significativi, tra cui spicca in particolare quello condotto insieme alla Fip Mec, un’impresa con sede a Selvazzano (Padova), che ha avuto un impatto significativo durante il terremoto a Taiwan.

Il “Tuned Mass Damper“, che può essere descritto come una sorta di maxi pendolo progettato per bilanciare le forze sismiche, ha dimostrato la sua efficacia nel mantenere in piedi il grattacielo Taipei 101 durante un terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito Taiwan, situata a 180 km dalla Cina. Grazie al suo lavoro pionieristico, migliaia di persone hanno potuto essere salvate e il grattacielo è rimasto strutturalmente integro nonostante la violenta scossa tellurica.

L’impresa con sede nel Veneto ha svolto un ruolo cruciale nel salvataggio del famoso grattacielo di Taiwan durante un devastante terremoto. La Fip Mec di Selvazzano, situata a Padova, ha contribuito in modo determinante alla stabilità del Taipei 101, l’imponente edificio alto 508 metri, che è riuscito a rimanere in piedi nonostante la catastrofe naturale che ha colpito l’isola.

Nel 2004, l’azienda veneta ha progettato e realizzato una maxi sfera collocata tra l’87º e il 92º piano del grattacielo. Questa innovativa soluzione tecnologica è stata concepita per contrastare le forze sismiche e proteggere la struttura dall’oscillazione eccessiva durante i terremoti.

La maxi sfera funge da contrappeso dinamico, reagendo attivamente alle vibrazioni indotte dal movimento tellurico. Durante un terremoto, il dispositivo si muove in direzione opposta alle oscillazioni dell’edificio, riducendone l’ampiezza e preservando la sua stabilità strutturale.

Il successo di questa tecnologia anti-sismica è stato evidente durante il terremoto che ha colpito Taiwan, consentendo al Taipei 101 di rimanere saldamente ancorato al suolo nonostante la sua altezza vertiginosa. La presenza della maxi sfera ha garantito una maggiore resistenza dell’edificio agli effetti distruttivi del sisma.

Circa dieci anni fa, Vitaliani ha testato e verificato il dispositivo, confermando l’efficacia della grande sfera d’acciaio da 660 tonnellate, collocata sulla sommità del Taipei 101 a 508 metri di altezza su Taiwan. Questo Tuned Mass Damper, il più grande al mondo, funge da assorbitore armonico per prevenire cedimenti strutturali in caso di forti scosse sismiche. L’edificio ha subito una leggera inclinazione ma è rimasto integro grazie alla tecnologia implementata. Vitaliani suggerisce che ciò sia dovuto alla liquefazione del terreno. Le moderne tecniche di isolamento, come gli isolatori in neoprene o il doppio pendolo, agiscono in contrapposizione alle oscillazioni indotte dalla torre, riducendone l’entità. La maxi sfera, sostenuta da otto pompe idrauliche, bilancia le oscillazioni dell’edificio, come dimostrato durante la sua costruzione, quando ha resistito a una scossa di magnitudo 6.8.


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