La scossa della scorsa notte potrebbe essere solo il preludio a eventi sismici di magnitudo simile o superiore, una realtà con cui la popolazione locale dovrà fare i conti nei prossimi giorni.

Perché il terremoto in Friuli potrebbe destare ancora preoccupazione nei prossimi giorni?

Perché il terremoto in Friuli potrebbe destare ancora preoccupazione nei prossimi giorni?.

2 Aprile 2024 - 20:32

Il risveglio sismico che ha scosso la tranquillità del Friuli durante le ore notturne di oggi, innescando un’ondata di apprensione tra gli abitanti locali e riportando alla mente il terrore dell’Orcolat.

Nonostante la mattina seguente non abbia riportato feriti o danni significativi, il senso di paura e l’angoscia residua persistono. In un’intervista a Carla Barnaba, esperta del Centro di Studi Sismologici, si comprendono le radici di questa preoccupazione che ha rapidamente contagiato i social. Due sono le cause individuate dietro l’inquietudine emersa, una di carattere storico e l’altra di natura tecnica.

Perché Il Terremoto In Friuli Potrebbe Destare Ancora Preoccupazione Nei Prossimi Giorni?

Il contesto storico dell’allarme sismico si riflette nel ricordo di eventi passati. “Un evento sismico di tale entità, con una magnitudo superiore ai 4.5 gradi della scala Richter, non si verificava in Friuli Venezia Giulia da oltre 20 anni“, sottolinea Barnaba. L’ultimo significativo terremoto risale al 2004, con il sisma di Bovec, nell’alta Val Torre, al confine con la Slovenia, che ha scosso la regione con una magnitudo di 5.1. Sono trascorsi quindi molti anni dall’ultimo evento sismico rilevante in questa zona, il che ha suscitato una forte impressione tra coloro che hanno avvertito la scossa.

La dimensione storica si intreccia con l’analisi della pericolosità sismica della regione. Barnaba sottolinea che “un terremoto in quella zona è una possibilità concreta, considerando l’attività sismica che la caratterizza”. Tramonti di Sopra e di Sotto rientrano infatti nella seconda classe di sismicità, con Gemona al primo posto. “L’attività sismica in quella zona può raggiungere un’intensità dell’VIII-IX grado della scala Mercalli”, precisa l’esperta. Questa stessa intensità era stata raggiunta nel 1794, quando un terremoto aveva colpito la stessa area epicentrale dell’evento della scorsa notte, con una magnitudo di 5.1, seguito venti giorni dopo da una replica di intensità comparabile (VII-VIII).

Quanto alla possibilità di nuove scosse, è inevitabile interrogarsi sulle prospettive future. “È ancora troppo presto per fare previsioni. Non è trascorso neanche un giorno dall’evento“, afferma Barnaba. “Al momento stiamo osservando una sequenza sismica di lieve entità. Tuttavia, non possiamo escludere la possibilità di un altro terremoto, considerando le caratteristiche strumentali e storiche della zona“.


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