L'Indonesia e il Giappone si trovano in una posizione geografica che la rende particolarmente vulnerabile agli eventi sismici e vulcanici.

Cos’è la cintura di fuoco del Pacifico: dove Terremoti e Vulcani sono costantemente attivi

Cos’è la cintura di fuoco del Pacifico: dove Terremoti e Vulcani sono costantemente attivi.

28 Gennaio 2024 - 01:03

Il terremoto di magnitudo 7.5 del 1 gennaio 2024 in Giappone rappresenta l’ultimo di una serie di sismi che hanno colpito il Paese del Sol Levante. Il Giappone si trova all’interno della “cintura di fuoco“, una zona geologica nota per essere particolarmente soggetta a eruzioni vulcaniche e terremoti. Recentemente, anche l’Indonesia è tornata sotto i riflettori a causa dell’attività sismica e vulcanica che ha colpito diverse regioni dell’arcipelago. Un episodio significativo è stato l’eruzione del Monte Marapi sull’isola di Sumatra lo scorso dicembre, che ha causato la perdita di una decina di vite umane, sorprendendo gli escursionisti con la sua improvvisa esplosione.

La domanda che sorge spontanea è: perché stati l’Indonesia ed il Giappone sono così soggetti a fenomeni geologici estremi, come terremoti e eruzioni vulcaniche di considerevole entità? Per comprendere questo fenomeno, è fondamentale analizzare la loro posizione geografica e la loro appartenenza alla nota “Cintura di Fuoco” del Pacifico.

Cos’è La Cintura Di Fuoco Del Pacifico: Dove Terremoti E Vulcani Sono Costantemente Attivi

La maggior parte dei terremoti e dei vulcani sul nostro pianeta si concentrano in una regione ben definita chiamata “cintura di fuoco del Pacifico” o Pacific Ring of Fire in inglese. Questa cintura, che circonda l’oceano Pacifico, è così chiamata perché ospita circa il 75% dei vulcani attivi del pianeta.

L’Indonesia è parte integrante di quest’ampia regione geologica che circonda l’Oceano Pacifico, una vasta zona caratterizzata da un’elevata attività vulcanica e sismica. Questa cintura, lunga circa 40.000 chilometri, concentra quasi due terzi di tutti gli eventi sismici e vulcanici globali. Oltre all’Indonesia, fanno parte di questa cintura altri paesi come le Filippine, il Giappone, gli Stati Uniti, il Perù, il Cile e la Nuova Zelanda.

L’Indonesia occupa una posizione di rilievo all’interno di questa cintura, trovandosi sul bordo occidentale di questo vasto anello che circonda l’Oceano Pacifico. I fenomeni che caratterizzano la Cintura di Fuoco sono principalmente governati dal processo di subduzione, in cui le placche oceaniche si inabissano sotto quelle continentali in movimento. Questo fenomeno crea hot spot in corrispondenza dei quali avvengono eruzioni vulcaniche e forti terremoti, soprattutto lungo i margini delle placche più attive.

Un esempio emblematico di questo fenomeno è il Giappone, anch’esso situato lungo la Cintura di Fuoco. In termini semplici, si può affermare che la superficie dell’Oceano Pacifico si sta riducendo a vantaggio dei continenti in movimento, alimentando il ciclo di subduzione e provocando eventi sismici e vulcanici di rilevanza mondiale.

L’ampiezza della cintura di fuoco si estende per circa 40.000 chilometri, con una forma ad anello o a ferro di cavallo. Da un lato, segue i bordi continentali dell’America occidentale, dal Cile all’Alaska, mentre dall’altro costeggia l’Asia orientale, il Sud-est Asiatico e l’Oceania, includendo paesi come Giappone, Filippine, Indonesia, Papua Nuova Guinea e Nuova Zelanda.

Questi paesi sono caratterizzati dalla presenza di vulcani attivi e da terremoti frequenti, talvolta di notevole intensità. Il terremoto di magnitudo 7.5 che ha colpito il Giappone il 1 gennaio 2024 è solo l’ultimo di una serie di eventi sismici significativi che hanno interessato la regione. La cintura di fuoco è la zona più attiva dal punto di vista tettonico sulla superficie terrestre, grazie alle lunghe faglie che segnano il margine delle placche tettoniche in movimento.

La subduzione della placca del Pacifico

Il processo di subduzione, in cui la placca del Pacifico sprofonda sotto le placche circostanti, è responsabile della formazione di vulcani e dell’attività sismica intensa lungo la cintura di fuoco. Queste dinamiche geologiche si manifestano attraverso l’ascesa di magma dalle profondità della Terra, che può dare origine a isole, archi insulari, arcipelaghi e catene montuose di vasta portata nel corso di milioni di anni.

Poiché le dinamiche geologiche lungo la cintura di fuoco sono in continua evoluzione, i territori che si trovano in quest’area rimangono soggetti a terremoti ed eruzioni vulcaniche di considerevole entità. La mappatura dei principali sismi e dei vulcani attivi nel mondo ha contribuito a identificare e comprendere la natura e l’importanza della cintura di fuoco nel contesto geologico globale.

L’Anello di Fuoco circonda diverse placche tettoniche, tra cui la vasta Placca del Pacifico e le più piccole Placca delle Filippine, Placca di Juan de Fuca, Placca di Cocos e Placca di Nazca. Molte di queste placche si stanno sottoponendo a subduzione sotto le placche continentali confinanti. Lungo gran parte della costa occidentale del Nord America, tuttavia, la Placca del Pacifico scorre accanto alla placca nordamericana nei punti di intersezione delle placche chiamati faglie trasformi.

Tra gli eventi vulcanici più significativi che si sono verificati all’interno dell’Anello di Fuoco dal 1800 includono le eruzioni del Monte Tambora (1815), del Krakatoa (1883), di Novarupta (1912), del Monte Saint Helens (1980), del Monte Ruiz (1985) e del Monte Pinatubo (1991). L’Anello di Fuoco è stato il teatro di alcuni dei più grandi terremoti della storia registrata, tra cui il terremoto del Cile del 1960, il terremoto dell’Alaska del 1964, il terremoto del Cile del 2010 e il terremoto del Giappone del 2011, così come il terremoto che ha prodotto il devastante tsunami nell’Oceano Indiano del 2004.

Crediti dell’immagine di copertina: © britannica.com

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