La classifica dei 11 vulcani più pericolosi del mondo offre uno sguardo agli enormi rischi rappresentati da questi fenomeni naturali.

I Vulcani Attivi più pericolosi del mondo: ecco la classifica

I Vulcani Attivi più pericolosi del mondo: ecco la classifica.

26 Gennaio 2024 - 14:02

I crateri fumanti, gli spettacolari flussi di lava e le imponenti eruzioni dei vulcani hanno sempre affascinato e spaventato l’umanità. Sono forze primordiali della natura che, se scatenate, possono causare devastazione e perdita di vite umane. In tutto il mondo, si contano circa 1.500 vulcani potenzialmente attivi, con la maggior concentrazione situata lungo l’Anello del Fuoco, una regione che circonda le coste dell’Oceano Pacifico.

I Vulcani Attivi Più Pericolosi Del Mondo: Ecco La Classifica

Diverse teorie sulle loro origini sono state formulate nel corso della storia, con alcune civiltà che li consideravano manifestazioni divine. Le eruzioni vulcaniche hanno spazzato via intere comunità nel passato, contribuendo al terrore associato a questi fenomeni naturali.

I vulcani attivi rappresentano una minaccia costante per molte persone in tutto il mondo, richiedendo costante monitoraggio e preparazione da parte delle autorità e delle comunità locali per fronteggiare eventuali eruzioni e minimizzare il rischio di perdite umane e danni materiali.

Oggi, centinaia di esperti monitorano attentamente i pochi vulcani ancora attivi nel tentativo di prevenire disastri ambientali che potrebbero minacciare persino l’esistenza del pianeta. Una classifica dei 11 vulcani più pericolosi del mondo, basata sull’indice di esplosività vulcanica (VEI) e sulla frequenza delle eruzioni, offre una panoramica dei potenziali rischi rappresentati da questi fenomeni naturali.

Secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Vulcanologia, l’Anello del Fuoco rappresenta la zona sismicamente e vulcanologicamente più attiva del pianeta, con circa il 75% dei vulcani mondiali concentrati in questa fascia. Quest’area è caratterizzata dalla presenza dei limiti delle placche tettoniche che compongono la litosfera terrestre, rendendola un crocevia di attività geologica intensa.

Diversi fattori contribuiscono a determinare la pericolosità di un vulcano. Tra questi, la densità di popolazione nelle aree circostanti riveste un ruolo cruciale. Le eruzioni in regioni densamente abitate possono richiedere evacuazioni di massa e comportare rischi significativi per la vita umana. La natura del magma emesso durante le eruzioni, la frequenza storica di eruzioni e la composizione chimica del vulcano sono tutti elementi considerati nell’analisi del pericolo.

Un importante indicatore di pericolo è il livello di silice nel magma, che influenza la viscosità della lava e la sua capacità di formare flussi piroclastici e lahar, torrenti di detriti vulcanici misti a fango e acqua che possono scendere rapidamente dalle pendici dei vulcani, causando distruzione su vasta scala.

Tra i vulcani più pericolosi al mondo, figura il Vesuvio in Italia, noto per l’antica tragedia che seppellì Pompei nel 79 d.C. Questo vulcano minaccia direttamente oltre 6 milioni di persone che vivono nelle sue vicinanze ed è considerato uno degli otto vulcani più pericolosi al mondo. Allo stesso modo, il Monte Rainier nello Stato di Washington presenta rischi significativi per oltre due milioni di persone a causa della sua vicinanza alle periferie di Seattle e della possibilità di generare lahar durante un’eruzione.

In Alaska, il vulcano Novarupta ha lasciato un segno indelebile nella storia con un’eruzione nel 1912 che ha spargendo enormi quantità di cenere e detriti nell’atmosfera, causando problemi respiratori persino a distanza di centinaia di chilometri. In Indonesia, il monte Agung rappresenta una minaccia costante per oltre quattro milioni di persone dell’isola di Bali, con un’attività eruttiva che nel 1963 causò più di 1.000 morti.

Anche il Giappone è sede di vulcani attivi, tra cui il famoso Monte Fuji, la cui ultima eruzione risale al 1707 ma che rimane una minaccia per oltre 25 milioni di persone che vivono nelle sue vicinanze. Il Monte Aso, il più grande vulcano attivo del Giappone, rappresenta un’altra fonte di preoccupazione per la popolazione locale.

Classifica dei vulcani più “pericolosi” al mondo

All’11° posto si colloca il supervulcano dei Campi Flegrei in Italia, noto per la devastante eruzione “Ignimbrite campana” avvenuta circa 200.000 anni fa. Nonostante l’assenza di eruzioni recenti, la presenza di oltre 600.000 persone nella sua caldera aumenta la sua pericolosità.

Al 10° posto troviamo il Soufrière Hills a Montserrat, il cui’eruzione nel 1995 ha distrutto la capitale dell’isola, Plymouth, costringendo due terzi della popolazione a lasciare la loro terra.

Il 9° posto è occupato dal famigerato Vesuvio in Italia, noto per la catastrofica distruzione di Pompei ed Ercolano nel 79 d.C. Anche se l’ultima eruzione risale al 1944, circa 800.000 persone vivono nelle zone a rischio.

Segue il Pinatubo nelle Filippine all’8° posto, che ha causato la morte di 600 persone durante l’eruzione del 1991.

Il 7° posto è per l’Unzen in Giappone, che nel 1792 ha causato un devastante tsunami che ha ucciso 15.000 persone.

L’Etna in Italia si colloca al 6° posto, famoso per la sua frequente attività eruttiva e l’eruzione del 1669 che seppellì Catania sotto i detriti.

Al 5° posto troviamo il Nevado del Ruiz in Colombia, responsabile della tragica perdita di 26.000 vite durante l’eruzione del 1985.

La Pelee a Martinica si piazza al 4° posto, ricordata per l’eruzione del 1902 che ha causato la morte di 30.000 persone. Il Monte Pelée, sull’isola caraibica di Martinica, può sembrare tranquillo, ma la sua storia racconta di una delle eruzioni più violente registrate. Nel 1902, un’eruzione devastante spazzò via completamente la città di Saint-Pierre: nonostante gli sforzi di ricostruzione, Saint-Pierre non fu mai completamente ripristinata, sebbene oggi alcuni villaggi abbiano preso il suo posto.

Nonostante l’ultimo episodio eruttivo risalga al 1932, il Monte Pelée rimane attivo, costituendo una costante minaccia per la popolazione circostante. La sua storia tragica è un monito costante della potenza e della imprevedibilità dei fenomeni naturali, e un richiamo alla necessità di monitorare attentamente i vulcani attivi per garantire la sicurezza delle comunità che vivono nelle loro vicinanze.

Il 3° posto è per il Krakatoa in Indonesia, che nel 1883 ha causato la morte di 36.000 persone e generato il suono più forte mai udito dall’uomo.

Al 2° posto si trova il Tambora in Indonesia, famoso per l’eruzione del 1815 che ha ucciso circa 60.000 persone e causato l'”anno senza estate” a causa delle anomalie climatiche.

In cima alla lista si trova la Caldera di Yellowstone negli Stati Uniti, un supervulcano con potenziale eruzione capace di causare la distruzione dell’umanità. La sua ultima eruzione risale a oltre 10.000 anni fa, ma il costante allarmismo evidenzia il suo potenziale catastrofico.

Infine, in Indonesia, il Monte Merapi continua a eruttare, mettendo a rischio la vita di milioni di persone che abitano nelle sue vicinanze. Con eruzioni che si verificano con una certa regolarità, la popolazione locale è costretta a vivere con la costante minaccia di una catastrofe naturale imminente. La maestosa mole della “Montagna di Fuoco” si erge al centro dell’isola di Giava. Con i suoi imponenti 2.911 metri di altezza, rappresenta il vulcano più attivo tra i 130 presenti nel Paese. Il 27 gennaio 2021, il suo cratere minaccioso ha eruttato con violenza, lanciando potenti nubi di cenere nell’aria e generando flussi piroclastici che si sono estesi per 3.000 metri lungo le sue pendici.

Cose da sapere sui vulcani e le loro eruzioni

Nel 2010, l’Eyjafjallajökull, il vulcano situato sotto il ghiacciaio islandese, ha paralizzato il traffico aereo europeo con l’eruzione di imponenti nuvole di cenere, che hanno oscurato i cieli per oltre sei giorni. Avventurosi escursionisti hanno l’opportunità di esplorare il terreno roccioso lungo la cresta di Fimmvörðuháls, estesa per 25 chilometri tra i ghiacciai Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull, che offre una vista mozzafiato sui crateri e sul flusso di lava creato dall’eruzione del 2010.

Il maestoso Cotopaxi, situato in Ecuador, si erge come uno dei vulcani più imponenti del pianeta, raggiungendo un’altezza di 5.897 metri. Il suo cono, avvolto da un manto di neve quasi perfetto, offre uno spettacolo visivo straordinario e può essere chiaramente osservato dalla capitale Quito, distante circa 56 chilometri.

I Vulcani Attivi Più Pericolosi Del Mondo: Ecco La Classifica

Il vulcano Fuego

La pittoresca città di Antigua, in Guatemala, è circondata da tre maestosi vulcani situati a sud-ovest: Agua, Acatenango e Fuego. Tra di essi, il vulcano Fuego è il più attivo e ha scritto alcune delle pagine più drammatiche della storia recente della regione. Durante un’eruzione avvenuta nel giugno 2018, un flusso di fango, cenere e veloci correnti di gas caldo hanno invaso i villaggi circostanti, lasciando una scia di distruzione e causando gravi danni.

Nel novembre 2018, l’attività vulcanica è ripresa con violenza, costringendo quasi 4.000 persone ad evacuare le loro case per mettersi al sicuro. Questi eventi hanno evidenziato la costante minaccia rappresentata dalla potenza naturale dei vulcani attivi e l’importanza di un monitoraggio costante e di un piano di emergenza ben definito per proteggere le comunità vulnerabili che risiedono nelle loro vicinanze.

Telica, un vulcano caratterizzato da un cono ripido, si erge sulla costa occidentale del Nicaragua. Esplorare questo imponente vulcano permette di raggiungere il cratere fumante, un’esperienza straordinaria per gli avventurosi. Dopo una faticosa camminata guidata di sei ore, è possibile accamparsi proprio sotto il cratere, immergendosi completamente nella sua atmosfera unica. L’ultima grande eruzione del vulcano è stata registrata il 29 luglio 2020, seguita da un’attività di livello minore nel mese di dicembre. Il vulcano Villarrica, situato nel Parco Nazionale omonimo e nella valle centrale del Cile, è un’icona della natura selvaggia e maestosa. Questo vulcano, costantemente attivo, offre spettacolari panorami caratterizzati da un lago di lava che spesso si forma alla sua sommità, creando uno scenario mozzafiato. Le sue imponenti cime sono adornate da numerosi ghiacciai, aggiungendo un elemento di bellezza e fascino al paesaggio circostante.

Il Monte Teide, situato sull’isola di Tenerife, è uno dei vulcani più facilmente accessibili in Europa, offrendo un’esperienza straordinaria per gli appassionati di natura e avventura. Nonostante episodi sismici nel 2016 e nel 2017, gli scienziati non prevedono un’eruzione violenta imminente, garantendo una visita sicura e affascinante.

Per esplorare il Monte Teide, è necessario ottenere un permesso gratuito e dirigerti alla stazione base, da dove una funivia conduce alla stazione superiore. Da qui, numerosi sentieri ben segnalati conducono alla vetta, consentendo ai visitatori di immergersi completamente nella maestosità del paesaggio vulcanico e di godere di viste mozzafiato su Tenerife e sull’oceano circostante.

Il Nyiragongo, situato nella Repubblica Democratica del Congo, nel Parco Nazionale dei Virunga, rappresenta una delle spaccature terrestri più affascinanti e pericolose dell’Africa centrale. Con un’altezza di 3.470 metri, questo vulcano è uno dei più imponenti della regione ed è in eruzione permanente dal 2002.

La sua lava, estremamente fluida, può scorre a una velocità straordinaria, superiore a 60 miglia all’ora, rendendo difficile la fuga in caso di fuoriuscita improvvisa. Nel corso degli ultimi 50 anni, il Nyiragongo ha eruttato due volte in modo significativo: nel 1977, causando una frattura delle pareti vulcaniche e una devastazione senza precedenti, e nel 2002, distruggendo gran parte della città di Goma e costringendo centinaia di migliaia di persone a fuggire.

La popolazione locale considera il Nyiragongo una dimora delle divinità, un varco verso gli inferi dove le anime dei peccatori sono condannate a bruciare per sempre. Nonostante il pericolo costante, il vulcano è un luogo di grande interesse scientifico e turistico, offrendo agli studiosi e agli avventurieri un’opportunità unica per studiare la biodiversità africana, grazie alla sua posizione privilegiata all’interno del Parco Nazionale dei Virunga.

Zona geografica


Ultime Notizie